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martedì 16 febbraio 2010

La fierezza del gallo


Oggi vi racconto una simpatica fiaba intitolata "Il gallo e la volpe" che descrive come un appartenente alla specie simbolo della stupidità riesce a beffare la regina della furbizia.

Un giorno una volpe e un gallo stavano conversando insieme. «Quanti trucchi conosci?», disse la volpe. «Ne conosco tre», disse il gallo. «E tu quanti ne conosci?» «Almeno settantatré», disse, sprezzante, la volpe. «Sono davvero tanti. Dimmene uno». «Be’, mio nonno mi ha insegnato a chiudere un occhio e lanciare un forte grido». «E che ci vuole?», disse il gallo. «Saprei farlo anch’io». E chiuse un occhio e lanciò un grido fortissimo. Ma l’occhio che aveva chiuso era quello vicino alla volpe, così la volpe lo afferrò per il collo e se lo portò via.
Ma una brava donna vide il gallo che veniva trascinato via e strillò: «Lascia andare quell’uccello. E mio». Allora il gallo sussurrò alla volpe: «Dille che adesso appartengo a te». La volpe aprì la bocca per parlare e lasciò cadere il gallo.
In un baleno quello volò sul tetto della casa e, con un occhio chiuso, lanciò un grido formidabile.
Fiaba celtica

giovedì 21 gennaio 2010

Ladre ma...in smoking

Due splendidi esemplari di gazza ladra o Pica Pica, questo uccello della famiglia dei corvidi deve la sua fama di voleur al fatto di essere attratto dagli oggetti luccicanti, cosa comune a molti rapaci, o forse anche all'abitudine di depredare i nidi degli altri uccelli.
Ma questi piccoli animali si contraddistinguono per essere particolarmente intelligenti. Insieme all'uomo, ai primati e ai delfini è uno degli animali in grado di riconoscersi in uno specchio.

Anche la leggenda non è stata molto benevola con questo uccello: nella mitologia germanica la gazza era la messaggera degli dei ed anche l’uccello della dea della morte Hel e per tale ragione venne creduta uccello del malaugurio. Nel medioevo, in Germania, veniva considerata uccello delle streghe ed anche uccello del patibolo.