mercoledì 17 marzo 2010

La belva affamata

Un giorno Mat, il mio gatto morbidoso, decise di andare a caccia di temibili ma succulenti topolini.
Si inoltrò nella sperduta campagna, si arrampicò su un altissimo albero, sprezzante del pericolo affrontò con coraggio ogni difficoltà.
Lui ancora non lo sapeva ma...l'imprevisto era dietro l'angolo!
Non appena arrivò in cima fu colto da un improvviso e lancinante languorino che lo costrinse a prendere un'amara decisione: tornare a casa a sgranocchiare quella deliziosa ciotola di croccantini che aveva eroicamente abbandonato pochi minuti prima. :-)

venerdì 12 marzo 2010

Stelle di campo

In questa foto, che ho scattato sui monti Peloritani, è ben visibile la struttura a capolino del fiore di un'Asteracea (o Composita). Il capolino è un'infiorescenza, cioè un insieme di piccoli fiori talmente fitti da sembrare un unico fiore. Questa struttura, ottenuta dall'evoluzione del fiore solitario, ha due vantaggi: il primo è la maggiore appariscenza, quindi la maggiore visibilità agli insetti impollinatori, il secondo è legato all'apertura scalare dei fiori dell'infiorescenza, che permette alla pianta di ricevere polline per un periodo maggiore.
Solitamente i fiori presenti nel capolino si dividono in due tipi: ligulati e tubulosi. I fiori tubulosi stanno al centro dell'infiorescenza, quelli ligulati nella parte periferica (distinzione ben evidente nella margherita, o nel girasole). Qui c'è anche un simpatico insetto posato su uno dei fiori ligulati.

lunedì 8 marzo 2010

Giornata Internazionale della Donna

Il 3 maggio 1908 la conferenza del Partito socialista di Chicago, a cui tutte le donne erano invitate, fu chiamata «Woman’s Day», il giorno della donna, si discusse dello sfruttamento delle donne nelle fabbriche.
Più di 20.000 camiciaie newyorkesi scioperarono dal 22 novembre 1908 al 15 febbraio 1909, fu considerata una manifestazione che univa le rivendicazioni sindacali a quelle politiche relative al riconoscimento del diritto di voto femminile.
L'8 marzo 1917 le donne della capitale russa guidarono una grande manifestazione che rivendicava la fine della guerra, di fatto diedero inizio alla fine dello zarismo.
Il 14 giugno 1921 la Seconda conferenza internazionale delle donne comuniste, tenuta a Mosca, fissò all'8 marzo la «Giornata internazionale dell'operaia».
In Italia la Giornata internazionale della donna fu tenuta per la prima volta soltanto nel 1922, per iniziativa del Partito comunista d'Italia, che volle celebrarla il 12 marzo.
Nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cottons, a New York, confondendo probabilmente con la tragedia realmente verificatasi il 25 marzo 1911 con l’incendio della fabbrica Triangle nella quale morirono 146 operaie, in gran parte emigrate italiane;
L’8 marzo 1946 fu finalmente celebrato in tutta Italia e vide la prima comparsa del suo simbolo, la mimosa, che fiorisce proprio in quei giorni.
Nel corso degli anni la ricorrenza ha purtroppo perduto in molti paesi l'originario significato di lotta e di protesta per assumere una connotazione di mero carattere commerciale.

mercoledì 3 marzo 2010

Fico d'India

Il fico d'India (Opuntia ficus-indica) è una pianta succulenta della famiglia delle Cactaceae, originaria del Messico ma naturalizzata in tutto il bacino del Mediterraneo.
Il fusto è composto da cladodi, comunemente denominati pale. I cladodi assicurano la fotosintesi clorofilliana, non essendoci le classiche foglie.
L' Opuntia ficus-indica, per la sua capacità di svilupparsi anche in presenza di poca acqua, si rivela una pianta di enormi potenzialità per l'agricoltura e l'alimentazione dei paesi aridi. Ha un notevole valore nutrizionale essendo ricco di minerali, soprattutto calcio e fosforo, oltreché di vitamina C.
 
Il fico d'India è legato, nell'immaginario collettivo, alla Sicilia. C'è un aneddoto secondo il quale uno storico fotoreporter palermitano, constatando la propensione dei grandi quotidiani a pubblicare foto di omicidi solo se sullo sfondo si intravedeva un fico d'India, se ne portava sempre uno di cartapesta nel bagagliaio dell'auto, tirandolo fuori quando arrivava sulla scena del delitto.

In Sicilia veniva utilizzato come alimento dai contadini, soprattutto nella stagione della vendemmia, durante la prima colazione: questo perchè il proprietario della vigna dava questi dolci frutti ai suoi lavoratori per impedire che mangiassero troppa uva durante il raccolto.

lunedì 1 marzo 2010

Che fascino!

Ecco il mio gatto rubacuori: occhi di ghiaccio, aria da "so il fatto mio"...chissa se funziona come coi rospi...dovrei provare a baciarlo!
E se poi diventa un tronista
Lasciamo perdere!
Meglio un gatto bello che un uomo scemo! :)